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2002
Korea-Giappone
I prossimi mondiali rappresentano una novità: è la prima volta che un mondiale viene realizzato da due paesi in sinergia (mentre già nel 2000 gli eurpoei hanno superato il test: Belgio-Olanda si sono rivelati ottimi organizzatori).
La prima squadra qualificatasi alla fase finale (oltre ai paesi ospitanti e la Francia campione uscente) è il Cameroon, mentre il quadro definitivo si otterrà quest'anno, dopo la fine delle qualificazioni che si stanno disputando nei 5 continenti.
Al di la delle squadre partecipanti (scontata la partecipazione delle grandi, ma con qualche sorpresa come il Brasile attualmente in difficoltà ed altre formazioni ricche di storia) questi mondiali sono una scommessa effettuata dalla FIFA e dalle federazioni Coreana e Giapponesi: i due paesi, infatti, seppur molto vicini, hanno tradizioni e valori differenti, oltre ad una storica diffidenza l'un verso l'altro.
Già sono emerse alcune curiosità, come il divieto di fumare negli stadi (sarà la prima volta di tale fantasioso divieto, neanche i salutisti Stati Uniti erano arrivati a tanto!) e la polemica sulle mascotte (ritenute dalla quasi totalità delle persone oscene!).
Inoltre la Corea, per pareggiare l'iniziativa antifumo partita dai giapponesi, ha proposto di dotare gli spettatori di un kit (formato da paletta e scopetta!!) per ripolire lo sporco che produrranno all'interno degli impianti.
Tralasciando queste note di colore, mancano pochi mesi all'inizio del mondiale coreano-giapponese e non mancano già le voci di spese esagerate per ristrutturare stadi o per erigerli nuovi, mentre molti criticano questi investimenti, sostenendo che passato il mondiale, rimarranno inutilizzate.
Questo perchè la J-league (campionato giapponese) e il corrispettivo torneo coreano, stentano a decollare.
E' innegabile che il movimento calcistico asiatico abbia fatto passi da gigante negli ultimi anni, ma dopo un boom provocato dall'arrivo dei campioni europei e sudamericani (a fine carriera) sembra che il pubblico sia tornato a sport tradizionali, come il sumo o il baseball (altro sport d'importazione, come il soccer, ma molto più radicato).
Il rischio è, insomma, che gli investimenti fatti per ospitare la manifestazione finiscano per rivelarsi degli sprechi per via del poco interesse che suscitano i campionati locali.
Per quanto riguarda le pretendenti al titolo, a nostro avviso, i più attrezzati sono gli argentini, seguiti a breve da italiani e francesi, mentre il Brasile sembra in crisi generazionale: dopo Dunga, Bebeto e Taffarel (Romario è ancora titolare a 37 anni!) non si intravvedono giovani in grado di sostituirli degnamente.
L'innesto stabile di Emerson a centrocampo e il ritorno di Ronaldo potrebbero cambiare le carte in tavola, ma per ora il team verdeoro resta indietro nei pronostici.
Il Giappone punta ad un risultato di prestigio: dopo aver ben figurato in Francia ed aver esportato i suoi gioielli (uno fra tutti: Nakata) mira ad approdare quantomeno agli ottavi di finale.
Sulla Corea non ci esprimiamo, per simpatia potremmo sperare che superi il turno, ma la presenza del più che discreto Ahn (Perugia) non basta per rendere la squadra asiatica credibile.
Sempre possibili le sorprese di outsiders (vedi la Croazia nel 1998), in particolare occhio alle africane, sempre più vicine al livello delle squadre europee e sudamericane.
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