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Kily Gonzales
Gioiello del Valencia
Quello di Kily Gonzales è un nome ricorrente nel calciomercato italiano.
Impostosi all'attenzione degli addetti ai lavori europei dopo le ultime due straordinarie stagioni disputate con la maglia bianca del Valencia, Kily è uno dei rari esemplari di "ala" nel calcio moderno.
Insieme a Overmars, Zenden, Conceicao, Cafù e pochi altri talenti capaci di impazzare sulle fasce e creare miriadi di occasioni per la propria squadra, Kily Gonzales rappresenta il sogno di molti allenatori: con la sua velocità e proprietà tecnica di palleggio, rappresenta il classico assist-man capace di rifornire gli attaccanti con cross o con il suo movimento incessante.
Approdato in Spagna al modesto Saragozza, Kily ha saputo imporsi doppiamente: è riuscito, infatti, ad imporsi sia nel calcio europeo che nella propria nazionale (che mai lo aveva convocato quando giocava in patria).
Dal Saragozza Kily approda poi al Valencia di Cuper: un gruppo disomogeneo di "vecchi" vogliosi di riscatto e giovani affamati di vittoria.
Il miracolo del Valencia lo conosciamo tutti, soprattutto le due fantastiche cavalcate in Champions League, terminate purtroppo con altrettante sconfitte dei bianchi in finale.
Le due sfortunate esperienze nella massima competizione europea hanno attirato sui gioielli del Valencia gli occhi vogliosi dei direttori sportivi dei maggiori club europei ed italiani in particolar modo.
Già l'anno scorso alcuni campioni sono stati ceduti (Gerard, Farinos, Claudio Lopez....), ma Kily è rimasto al suo posto: il Valencia ha saputo sostituire i partenti con giocatori altrettanto validi, ma decisamente convenienti per il bilancio, eppure non ha accettato offerte faraoniche per l'esterno argentino.
Non è facile, oggigiorno, trovare esterni dotati della velocità e delle caratteristiche tecniche e caratteriali di Kily Gonzales: oltre che dotato dei tocchi migliori, infatti, Kily è anche un "duro" alla Diego Simeone.
Non lo si vede mai togliere la gamba da un contrasto o lasciare la squadra nel momento in cui la lotta si fa dura..... insomma una roccia!!
Bisogna specificare che, seppur non intimidito dal calcio fisico, l'argentino è, in genere, leale e corretto in campo: riesce a incanalare il furore agonistico per "mordere" sul campo, senza perdere la testa.
Fortissimo in progressione, le percussioni sulla fascia sono il suo pezzo forte, è un giocatore generoso che cerca spesso la soluzione nel passaggio piuttosto che eccedere in personalismi.
Pur non essendo un fenomeno, anche la tecnica è più che buona, mancino (ma usa anche il destro per crossare e passare), non teme l'uno contro uno, anzi si esalta nei duelli con i difensori, si è imposto come uno dei più forti esterni sinistri in Europa.
Nel valencia forma una coppia invidiabile nel settore sinistro del campo con un altro talento emergente, quell'Aimar che i nostri club (insieme all'altro campioncino Saviola) non sono riusciti ad ingaggiare.
Eh già, perchè il nostro calcio multimiliardario negli ultimi anni ha ingaggiato giocatori a destra e manca quando già erano affermati, pagandoli profumatamente, mentre società spagnole, inglesi o tedesche hanno investito con i giovani più promettenti di vari campionati extra-comunitari.
E' il caso dell'Argentina, i cui talenti più promettenti approdano regolarmente nei club spagnoli (vedi i già citati Aimar e Saviola), per poi essere rivenduti, eventualmente, in futuro a cifre astronomiche.
Lo stesso è avvenuto per Kily Gonzales: il costo del suo cartellino è stato (nel 1996) di soli 5 miliardi, oggi costa almeno 15 volte tanto.......
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