|
L'inossidabile Trap
L'allenatore più amato d'Italia
Giovanni Trapattoni nasce a Cusano Milanino il 17-03-39, dopo una bella carriera da mediano (fu anche allenato da Rocco...) ha dato il meglio di se nelle vesti di Tecnico.
Dopo una breve parentesi al Milan, approda alla Juventus nel 1976: fu una decisione coraggiosa dell'allora presidente bianconere, che mise in mano ad un allenatore praticamente esordiente, la panchina più prestigiosa d'Italia.
La fiducia di Boniperti fu ripagata,visto che il Trap riuscì a conquistare al primo colpo scudetto e coppa UEFA (battendo in finale l'Athletic Bilbao).
Non fu che l'inizio di una lunga serie di successi che Trapattoni ottenne alla guida della Juventus prima e di Inter e Bayern poi: 8 scudetti (6 Juve, 1 Bayern e 1 Inter), 1 Coppa Campioni ed 1 Coppa Intercontinentale (Juventus), 1 Coppa delle Coppe (Juventus), 3 Coppe UEFA (2 Juventus e 1 Inter), 1 Supercoppa europea (Juve), 3 coppe Nazionali (2 Juve e 1 Bayern), 1 supercoppa Italiana ed 1 coppa di lega tedesca.
Tutti questi successi fanno del Trap l'allenatore vincente per antonomasia, l'unica esperienza negativa della sua carriera è stata quella di Cagliari, conclusasi anticipatamente con le dimissioni del tecnico lombardo.
Trapattoni basa il suo calcio sull'attenzione difensiva: la sua difesa prevede marcature attente e aggressive sulle punte avversarie e sui centrocampisti di maggior talento.
Non può però essere tacciato di difensivismo: dispone in campo, infatti, molto spesso le tre punte e vuole che la squadra difenda molto alta, per favorire la ripartenza veloce dell'azione d'attacco.
Si può notare come, nelle gare casalinghe, in genere l'aggressività delle squadre del Trap si esprima al massimo livello, mentre in trasferta spesso non disdegna il gioco di rimessa.
Un aspetto molto importante per descrivere il tecnico di Cusano Milanino è quello della preparazione psicologica delle partite: si è notato ultimamente in nazionale che il Trap è un ottimo motivatore, capace di caricare e stimolare i giocatori anche in partite non di cartello, dove il rischio di una brutta figura è legato molto spesso a carenze di attenzione.
Trapattoni riesce sempre a trovare il modo giusto per motivare i calciatori: con la sua verve e i suoi discorsi (a volte scombinati, ma spesso molto efficaci) riesce a caricare al punto giusto sia chi scende in campo, sia chi rimane in panchina.
In sintesi, il calcio del Trap si basa sulle qualità individuali dei fuoriclasse (lasciando libera la loro fantasia) e sull'organizzazione difensiva: pur non rinunciando mai ad un certo equilibrio della squadra riesce a far convivere giocatori chiaramente vocati all'attacco come Inzaghi-Totti-Del Piero-Zambrotta senza dover per forza ingabbiare la loro fantasia.
Già questo dovrebbe farci capire la grandezza dell'allenatore: schierare in campo 4 giocatori offensivi pur passando per catenacciaro!
Il punto di forza del Trap è comunque l'essere bravissimo ad interpretare i punti di forza e di debolezza degli avversari, per poi adottare le migliori contromisure.
La scelta di Trapattoni come CT della nazionale azzurra è, a nostro avviso, molto azzeccata: con i ritmi frenetici del calcio moderno in nazionale deve esserci una persona capace di dare un "plus" dal punto di vista psicologico, motivare giocatori svuotati dai calendari dilatati all'inverosimile....... chi meglio del Trap con la sua voglia di fare??
|