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:
1998
Francia
La sedicesima edizione dei mondiali è stata quella con il più alto numero di squadre iscritte nella storia della competizione: si passa, infatti, dalle canoniche 24 formazioni alle moderne 32. Le squadre sono divise in 8 gironi preliminari da 4 team ciascuno, da cui si qualificheranno 16 formazioni che procederanno nel cammino sfidandosi nei sedicesimi di finale a scontro diretto. E' stato un mondiale caratterizzato dall'equilibrio: non hanno sfigurato gli outsiders, mentre le principali formazioni mondiali si sono accorte della crescita calcistica di paesi considerati "arretrati", come l'Africa o l'Asia, che hanno portato in Francia formazioni competitive. La squadra rivelazione è stata, senza dubbio, la Croazia: sconfitta in semifinale dalla Francia (2-1) ha dimostrato come una nazione giovane e debuttante su un palcoscenico tanto importante, possa fare meglio di squadre di più ricco blasone. Ritornando al discorso dei numeri, è impressionante notare quante partite siano state disputate nel cammino alla Coppa del Mondo: 643 match, giocati in ogni angolo del globo, dall'Europa all'Oceania, dall'America all'Africa! Ed ancora: 64 partite della fase finale, 171 gols.... e potremo proseguire a lungo. La coppa l'hanno vinta i nostri cugini d'oltralpe, organizzatori della kermesse, a detta dei critici meritatamente: la finale con il Brasile è stata una marcia trionfale verso il titolo, un 3-0 secco e senza storie. In precedenza i Blues avevano sconfitto la Croazia in semifinale (2-1) e, ancora prima, ci avevano estromesso dal torneo. Rimarrà negli occhi di tutti i tifosi italiani la traversa piena centrata da Gigi Di Biagio nella sfida ai rigori coi francesi: il giocatore che si vede crollare il mondo addosso, la traversa che trema, i francesi che esultano.... E' l'ennesima eliminazione ai calci di rigore per la nostra nazionale, quasi una maledizione (che però sfateremo negli europei del 2000, ma questa è un'altra storia) che ci perseguita da Italia '90. C'è da dire che la nostra nazionale non ha mai dato spettacolo per il suo gioco: il Ct (Cesare Maldini) ha impostato la squadra su un tradizionale gioco all'Italiana, imbottendo la formazione di terzini e centrocampisti dai piedi ruvidi e dai polmoni robusti. In attacco, oltre l'inpagabile Vieri, Del Piero non carbura e più volte ci affidiamo a San Roberto Baggio. Ma il gioco non c'è, Nesta si infortuna nel girone eliminatorio, nella partita contro l'Austria, aspettiamo tutti con ansia l'esplosione (che non avverrà) di Del Piero, che viene da stagioni entusiasmanti con la Juve. Agli ottavi abbiamo la sfortuna di incontrare i cugini" padroni di casa: Maldini dirotta Pessotto sulle piste di Zidane (suo compagno di squadra nella Juve, all'epoca), ma la mossa non è molto azzeccata. Baggio (entrato nella ripresa) ci da l'illusione del gol, ma la partita non si sblocca: i francesi sembra non riescano a pungere seriamente, ma l'Italia è troppo rinunciataria. Passano i minuti, i tempi regolamentari ed i supplementari: si va ai rigori e la fortuna (o la precisione) non ci assiste, siamo fuori. Il resto è storia: il cammino della Francia verso la finale, la sorpresa Croazia, la riconferma di Olanda e Brasile (l'altra semifinale). In finale, poi, la Francia schianta il Brasile di un irriconoscibile Ronaldo (si saprà poi che il fenomeno brasiliano nella note ha avuto una crisi misteriosa): 3-0 con doppietta di Zinedine Zidane (di testa!!) e Petit, firmano una partita che di fatto è stata a senso unico. Memorabili i festeggiamenti: sfilate sugli Champs Elysèe, onorificenze a tutti i giocatori, insomma cerimonie consone alla "grandeur" francese.
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